La Chaparral Cars è stata un'azienda automobilistica statunitense che ha prodotto prototipi da corsa dagli anni sessanta fino agli inizi degli anni ottanta. Prese il nome dal roadrunner, un veloce cuculo di terra conosciuto anche come chaparral bird.
La 2J era dotata di un motore Chevrolet V8 da 689 cavalli di potenza con 881 Nm di coppia, in configurazione da qualifica l'auto era in grado di raggiungere la soglia dei 1300 cavalli ma a causa della fragilità dei componenti, la potenza è stata limitata a 1100 cavalli.
La 2J corse nel campionato CanAm e si qualificava spesso prima, con alcuni secondi di vantaggio rispetto alla vettura più veloce, ma non fu mai vittoriosa in gara, perché affetta da problemi meccanici.
Corse solo nella stagione 1970, dopo la quale venne vietata dalla SCCA che decise per il divieto spinta da alcuni team influenti, la McLaren in particolare, in base al fatto che le ventole erano dispositivi aerodinamici mobili già vietati dalla FIA, sin dagli anni della 2E. Arrivarono anche lamentele da parte di alcuni piloti che affermavano che guidando in scia della 2J si rischiava di venire investiti da terriccio e pietre scagliati dalle ventole.
Questa incredibile e diabolica (il numero 66 del modellino è solo un caso del destino?) soluzione fu utilizzata poi in F1 dal Team Brabham che al Gran Premio di Svezia 1978 la Brabham portò in gara la sua BT46B; Niki Lauda, a cui il box volutamente non permise di ottenere la pole position, vinse fin troppo facilmente la gara, ma in seguito alle proteste degli altri concorrenti dal GP successivo venne considerata fuori dal regolamento.
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